La lavorazione di un manga 10 – La distribuzione

Il nostro manga è ora pronto per prendere il volo. Ma da dove? Dalla sede del distributore.
Gli accordi di distribuzione si prendono, solitamente, ben prima di aprire la casa editrice o di aver avviato i lavori. In Italia, senza la distribuzione, non andate da nessuna parte. E questo, se da un lato è un bene, dall’altro può essere male. Molto male.

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Iniziamo: cos’è un distributore? Semplicemente un’azienda che si occupa di smistare gli ordini dei tuoi fumetti a librerie, fumetterie ed edicole. Perché immaginatevi che caos infinito sarebbe (e come si allungherebbero i tempi!) se ogni libreria dovesse ordinare ad ogni editore i libri facendo 4900 (questo è il numero degli editori italiani stimato nel 2018) ordini ogni mese. Sarebbe un lavoro impossibile sia per le librerie, che per gli editori che dovrebbero smistare ordini mensili pari alle migliaia di librerie presenti in Italia. Non affrontabile!

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La grande lotta per la distribuzione tra Maya e ChuChu!

Questo lavoro di distribuzione non è per niente semplice, perché per davvero bisogna tenere d’occhio tanti fattori e restando nel solo mondo dei manga, ogni anno escono tanti volumi e neanche le librerie riescono a starci dietro. Per questo esistono i cataloghi degli editori (Anteprima, per esempio) e un circuito internet che aiuta i librai a fare gli ordini dai distributori. Una volta, anche fino a poco tempo fa, esistevano i rappresentanti editoriali che andavano in giro per le librerie in Italia a promuovere i titoli dei distributori e più raramente degli editori stessi, ma è un lavoro che ormai sta scomparendo.
Il distributore ha inoltre, se il contratto stipulato lo prevede, l’onere di fare da magazzino per l’editore. Questo per i piccoli editori è una manna dal cielo, ma c’è un rovescio della medaglia.
Un distributore, dovendo pagare gli altissimi costi di un’azienda, porterà via una parte veramente alta del guadagno di un editore. Un guadagno che non va solo in tasca a lui, ma anche alle librerie/fumetterie/edicole e di anno in anno questo margine si allarga sempre più. Questo vi farà capire che tra la casa editrice e la vostra passione c’è veramente un mondo intero. E che i clienti, per il distributore, non siete voi ma la libreria/fumetteria/edicola. Questo non smetterò mai di dirlo, specialmente agli editori.

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Sigarette, caos e cataloghi!

In 20 anni di lavoro editoriale ho sentito di distributori che prendono anche il 65% sul prezzo di copertina di un editore (vi avevo detto che un manga a 4,50 è un suicidio editoriale oggi?) e se c’è un ritardo nell’uscita è probabile che il distributore ti faccia pagare una penale, ma questo riguardava i distributori da edicola più di 10 anni fa.
Ma parliamo di come funziona la filiera per far arrivare tra le vostre mani il fumetto: le copie uscite dal tipografo vengono mandate in parte all’editore e per la maggior parte al distributore che provvederà a smistarle e mandarle in giro per tutta Italia a seconda degli ordini e farle arrivare al lettore ma tra la stampa e la distribuzione c’è un gap di circa un mese.
Su questo passaggio potrei davvero raccontare di tutto: scorrettezze di ogni tipo, pagamenti al limite dei tempi se non dopo anni, volumi trattati col culo… Di tutto. Addirittura, ricordo la storia di un distributore che essendo anche editore bloccò (15 anni fa!) l’intero magazzino di un editore per segargli le gambe e non avere concorrenza. Non vi dirò mai se si trattava di distributori di fumetti o di libri, ma vi assicuro che non fu un bello spettacolo per nessuna delle persone coinvolte e distrusse anche rapporti di amicizia ventennali. Ma il mondo dell’editoria è una giungla e possiamo solo sperare che affidandoci a qualcuno questo ci traghetti serenamente all’altro capo della filiera.
Ma quindi, il distributore è un orco cattivo? Neanche per sogno. Il distributore, in tanti casi, ha salvato gli editori italiani anticipando discrete somme di denaro o consigliandoli nelle loro scelte scellerate. Perché se l’editore spesso è solo un appassionato (finora avevo taciuto in merito) che vuole veder arrivare ad altra gente la sua opera del cuore, il distributore è di solito un imprenditore e conosce la materia meglio di come può farlo un editore e i consigli che può darti sono fondamentali nella crescita dell’azienda. Senza i suoi strumenti di diffusione probabilmente non venderete più delle 100 copie per volume che vi portate alle fiere e vi rimarrebbero sul groppone non solo le eventuali altre 900 copie stampate (o di più!) ma avrete pagato i diritti per migliaia di copie di un’opera che non conoscerà mai nessuno. Questo fu il mio primo grande errore in Renbooks.
Ci sono 2 rovesci della medaglia in tutto, ma, ehi, è il mondo del lavoro.

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